Ipogei Capparelli

Ipogei Capparelli
Ipogei Capparelli

L’area cimiteriale proto-cristiana, ricca di ipogei e sepolcreti scavati nella roccia tufacea, si concretizzava a nord di Siponto. Le sepolture sono numerose, ancora visibili le subdiali, rintracciabili tra la zona di Scoppa ed il canale delle Brecce.
Il cimitero paleocristiano “Capparelli”, che fu forse abitato fin dall’età della pietra, costituisce un complesso di grotte, tra naturali ed in parte scavate nel banco tufaceo, che raggruppa oltre dieci ipogei separati e autonomi uno dall’altro, con un grande spazio antistante in comune.
Note nell’antichità come le grotte di Siponto, presero il nome dalla omonima masseria di Capparelli risalente alla metà dell’800, le cui stalle inglobarono gli ambulacri. La fase di utilizzo della necropoli forse risale al V secolo d.C., periodo di sfruttamento più intensivo dell’area.La necropoli è di tipo misto, cioè con tombe subdivo e a parete, indicate da segnacoli, cippi, iscrizioni, edicole funerarie, cubicoli ed ambulacri, chiusi da tegole di argilla. Ad ogni ambulacro corrispondeva un nucleo o più nuclei familiari, che ne promuovevano la costruzione o il suo ampliamento. Alcuni dettagli fanno pensare a sepolture standard, scavate per poi essere vendute o ad una rotazione delle inumazioni. Delle probabili decorazioni non è rimasto nulla, se non qualche croce greca, resti di lucerne e ceramiche.
L’uso della necropoli di Capparelli cessò probabilmente intorno al X-XI secolo, per molteplici ragioni, tra le quali la traslazione degli inumati all’interno della città e, a partire dal XIII secolo, in occasione della fondazione di Manfredonia, il complesso cimiteriale fu adoperato come cava di tufi per costruzione.