Palazzo dei Baroni Cessa

Palazzo dei Baroni Cessa
Palazzo dei Baroni Cessa

Una delle famiglie più in vista della nobiltà sipontina, imparentata con altre nobili famiglie di Monta Sant’Angelo (Gambadoro), di Matera (Gattini), di Foggia (Celentano) e di Benevento (Torre e Bosco Lucarelli). Originariamente si estendeva su quasi tutto l’isolato, tra gli interventi di ristrutturazione occorsi nel tempo si ricordano quelli dell’avv. Giacomo, già Sindaco di Manfredonia tra il 1850 e il 1853, che si affidò ad un ingegnere napoletano il quale spostò l’ingresso del palazzo da via Santa Chiara su corso Roma conferendo, nel contempo, eleganza ai prospetti in puro stile neoclassico ispirandosi al Palazzo Reale di Napoli.

I lavori, in corso dal 1860, non erano ancora terminati alla morte di Giacomo Cessa avvenuta nel 1864; il piano terra si presenta con ricorsi orizzontali a bugnato liscio, così pure le cantonate estreme e quella angolare della facciata che ripetono al primo piano il motivo decorativo del piano terra. I balconi, sostenuti da una coppia di mensole ad eccezione di quello centrale, in asse con il portone d’ingresso che ne ha cinque, sono sormontati da timpani triangolari in pietra.

Il portale, ad arco a tutto sesto, sporgente rispetto al profilo della facciata, ben si armonizza dal punto di vista compositivo del complesso edilizio. Altra figura di spicco della famiglia fu Michele (1838-1904), nipote dell’avvocato Giacomo Cessa.

Avvocato in Napoli, nel 1887 si distinse per l’Associazione di Assistenza Volontaria (Croce Bianca) per l’impegno nel soccorrere gli affetti da colera. Tornato a Manfredonia, fu Sindaco dal 1889 al 1894 realizzando diverse opere pubbliche tra cui il faro alla radice del molo di levante e la Ferrovia Manfredonia-Foggia.