Epoche di costruzione del Castello di Manfredonia

Castello di Manfredonia

Il Castello sorge in prossimità della radice del molo di Levante ed è considerato dall’archeologo francese F. Lenormant “l’opera di ingegnere marittimo più possente e meglio architettata che abbia lasciato il XIII secolo”.
E’ accertato che re Manfredi nel 1263 ne iniziò i lavori, con la costruzione del mastio che tutt’ora forma la parte centrale delle fortificazioni, senza poterli portare a termine a causa della sua immatura morte a Benevento nel 1266.
Sembra che per eseguire i lavori si sia avvalso del maestro Giordano da Monte Sant’Angelo, ormai avanti negli anni.
Si pensa che nel 1264, sul castello fosse eretto un bassorilievo del re Manfredi , con l’epigrafe, che volta in italiano, suonava così:

Manfredi Svevo
Re del regno di Napoli
Figlio di Federico II
Questo Castello e le Mura
Nella città di Siponto costr.
Che volle
Dal suo nome chiamare
Manfredonia
Era cristiana 1264

E’ certo che la costruzione del castello fosse continuata sotto Carlo I d’Angiò, ed al maestro Giordano si aggiunse la collaborazione del fratello Maraldo e dei suoi discepoli Guirrerius, Matheus e Raspaldus, e forse anche Francesco da Vico.
La costruzione si sviluppò durante cinque epoche:

– Epoca sveva ( 1256-1264) – del castello sorse la cinta di mura del quadrilatero centrale, costituente il Mastio, con incorporata, verso sud, una vasta caserma e nel vertice sud-est del quadrilatero, la torre di vedetta quadrata. Fu eletto il primo giustiziere nella persona di Manfredi, conte di Maletta, zio del re.

– Epoca angioina ( 1266-1281) – con Carlo I e Carlo II d’Angiò, fu completato il mastio con la costruzione delle torri circolari agli altri tre vertici del primo quadrilatero d’impianto, che assunsero nel corso dei secoli, le denominazioni di torre “Prigione d’Artiglieria”, di torre “Magazzino di Artiglieria” o della “Polveriera”, di torre dello “Stendardo” o “Santa Barbara”. Furono inoltre costruite le fortificazioni esterne che chiusero il mastio entro la seconda murata, parallela alla prima, con ai vertici i suoi tre bastioni circolari, di cui due rispondenti verso la marina, che assunsero in seguito le denominazioni di torre del “Molo” o della “Campana” e di torre la “Segreta”, verso sud, ed uno verso nord-est di torre “S. Michele Arcangelo”. Ad essi si accedeva dai terrapieni costituenti le cortine del primo piano, a mezzo della rampata del lato ovest.
In questo periodo, fu eseguito il fossato che recinge il castello, così che l’unico collegamento con la città, era costituito dal ponte levatoio, posto in asse della porta di accesso dal lato nord-ovest. Queste ultime opere furono eseguite sotto il controllo del giustiziere Guido de Alemania, che nel 1278, successe a Guglielmo de Deotis.

– Epoca aragonese ( 1458 ) – durante la dominazione aragonese, furono apportate alcune modifiche agli apprestamenti difensivi, in considerazione delle ben diverse esigenze, dopo l’uso della polvere da sparo. Fu sopraelevata la torre quadrata, per stabilire una vedetta per il collegamento con il castello di Monte Sant’Angelo, e da quanto è scritto in una lapide murata nel castello – Cacio fieri fecit – MCCCCLVIII, si apprende che nel 1458, gli aragonesi elevarono le due torri di sud-ovest e di nord-est con le mura per la difesa dalle bocche da fuoco del piano solare e della “S. Barbara”.
Sugli spalti e sulle mura poggiarono le caserme e le officine, alle quali si accedeva dalla rampata del lato ovest e da un’angusta scala a chiocciola, situata in prossimità dell’ingresso del mastio, dal cortile.

– Epoca francese ( primi decenni del XVI secolo ) – riguarda il periodo delle guerre franco-spagnole per la conquista del regno di Napoli.
Dopo il fallito assedio di Manfredonia da parte delle truppe francesi del Maresciallo Lautrec, fu costruito nel 1528, per difendere il castello dalle artiglierie, il poderoso bastione pentagonale, munito di bocche da cannoni, denominato prima della “Avanzata” per la sua posizione verso la città, successivamente dell”Annunziata”, forse per un bassorilievo esistente esternamente, rappresentante l’Annunciazione, di autore ignoto.
Il bastione, posto a nord-ovest della cintura, è rivolto con lo sperone verso la città, nel caso che questa fosse eventualmente occupata dal nemico. Secondo alcuni storici, è probabile che questa opera sia stata eretta dai Francesi sull’impianto della quarta torre angioina, distrutta durante il loro assedio.

Epoca spagnola – a partire dal 1607, opere di fortificazione furono eseguite dagli Spagnoli, con varie modifiche apportate a quelle esistenti.
Infatti, fu in parte modificato il portico dell’ala sud del mastio, fu aperta la porta della marina, risanato lo stagno del fossato e costruito di sana pianta il Rivellino per il maneggio dei cavalli e la difesa esterna delle caserme, alle quali si accedeva dalla scomparsa via S. Martino.