Uomini lllustri di Manfredonia

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BEVILACQUA Carlo e Francesco: Carlo nacque nel 1645 e Francesco nel 1646. Negli anni adolescenziali, furono ammessi al Conservatorio della Pietà de’ Turchini di Napoli, per apprendere la musica. Nell’agosto del 1666, Carlo uscì dal Conservatorio e rientrò nella sua città natale, dove insegnò organo, di cui era anche esperto esecutore.
Francesco, invece, su consiglio di un suo precettore, andò a Norcia, in Umbria, per assoggettarsi all’evirazione, tornato a Napoli e istruitosi nel canto, diventò un ottimo soprano. Invitato a Varsavia, ne fu ammesso alla corte reale, in qualità di cantore soprannumerario.FABRITIIS de Angelo : nacque a Manfredonia, fu un insigne sacerdote colto, elevato alla dignità episcopale, resse dal 1415 la diocesi di Troia. Scrisse pregevoli lettere pastorali.

LOFFREDO Giovanni : nacque a Manfredonia, robusto addottrinato fu elevato all’alto incarico di segretario di Alfonso I d’Aragona nel 1436. Colto e esperto in vari campi.

PANDIS de Berardino : nacque a Manfredonia, fu giurista di gran grido, intorno al 1459 sotto Ferdinando I d’Aragona, fu elevato all’onore di cavaliere. Fu definito dal Toppi “ dottore delle leggi famoso”.

CAPUANO Francesco: nacque a Manfredonia, raggiunse la celebrità intorno al 1490, si laureò in medicina e matematiche, fu anche autorevole filosofo. Per qualche tempo insegnò matematica ed astronomia all’università di Padova, poi, rispondendo alla voce del Signore che lo chiamava a sé, abbandonò la cattedra e l’insegnamento e vestì l’abito talare presso l’Ordine dei Chierici Canonici Regolari, prendendo il nome di “Giovan Battista da Manfredonia”. Il Capuano ebbe non pochi encomi da parte di uomini illustri e a lui contemporanei quali: Vincenzo Tusco da Cesena, che gli domostrò simpatia dedicandogli dei versi e Berardino Baldi, il quale così disse di lui: Giovan Battista Capuano da Manfredonia, canonico della Congregazione lateranense, fu pubblico lettore delle matematiche nello Studio di Padova. Per questa disciplina assai dotto, come si può rilevare dai Commentari da lui fatti sopra la sfera di Giovanni Sacobosco e sopra le teoriche di Giorgio Peurbachio”.

MINADOYS Giovanni Andrea: nacque a Manfredonia, fu robusto giureconsulto e lettore del diritto civile nel pubblico Studio di Napoli intorno al 1540. E’ stato ricordato dal Toppi e dall’Origlia.

MAZZA Francesco: nacque a Manfredonia nella seconda metà del ‘500, compose “Secondo libro di madrigali a cinque voci” , dedicò il secondo Libro dei Madrigali al Cardinale Tolomeo Gallio. Il Mazza, dopo aver appreso i primi rudimenti musicali in patria, si trasferì a Napoli, dove ebbe come insegnanti, maestri di musica fiamminghi. Verso il 1596 passò a Roma dove stette per pochi anni, stringendo amicizia con don Giovanni da Palestrina. Da Roma tornò a Napoli, dove si spense nei primi anni del ‘600.

SUOR MONTOLIVA Concetta: nacque a Manfredonia nel 1739 dal padre architetto, vi morì nel 1808, ottima pianista e compositrice, se ne sono perse le composizioni, tolse il velo unitamente a due sue sorelle. Vissuta nel monastero delle Clarisse di Manfredonia all’età di 19 anni, aveva voce di soprano, intonata e modulatissima, robusta ed estesa. Cantava nelle solennità religiose, dall’alto del coretto destinato alle suore, accompagnata dall’orchestra situata nel piano della Chiesa. Accorrevano ad ascoltarla non solo i suoi concittadini, ma anche dai luoghi vicini, mandandoli in visibilio. La tradizione vuole che alcune volte il maestro fosse costretto a frenare la sua voce dal volume molto alto.

CARABELLA Domenico: nacque a Manfredonia il 16 febbraio 1765. Imparò a suonare il violino, e con l’appoggio di un suo contemporaneo, ricco proprietario, si recò a Napoli per studiare e perfezionarsi nell’arte violinistica, quando aveva circa 18 anni. Ben presto divenne uno dei più famosi concertisti di violino del suo tempo. Insegnò al Conservatorio di Napoli e fu Direttore d’Orchestra al San Carlo nel 1837. Da Napoli si trasferì a Vienna, dove occupò il posto di primo violino alla Corte Imperiale. Morì in quella città nel 1842.

BOZZELLI Francesco Paolo: nacque a Manfredonia il 21 aprile 1786e morì a Posillipo il 2 febbraio 1864. Ministro liberale, letterato e filosofo, uomo politico. Suoi scritti: Un volume di liriche; collaboratore del Poerio per alcune pubblicazioni di giurisdizione comparata; scrisse in lingua francese:” L’Esquisse politique sur l’action des forces sociales dans le differents especès de gouvernemente”, pubblicato a Bruxelles nel 1825; un “Saggio sui primi rapporti etc..”; “Lo schizzo politico etc.”; “Della imitazione tragica”; “De l’union de la philosophie et la morale”. E numerosi altri saggi.

BELLUCCI Michele: nacque a Manfredonia il 23 maggio 1849 e morì a Roma il 23 dicembre 1944. Compositore, critico musicale, storico, filosofo, avvocato e notaio, poeta cristiano. Pubblicò studi su A.Scarlatti, R.Wagner; “Studi della Musica”; “Traduzione dei “Captivi” di Plauto”; “ Filosofia su S.Tommaso d’Aquino” e sull’eloquenza di Giambattista Vico. Sue opere : “La Solitaria”, “L’Amore”, “Visione”, “Valzer da concerto”, “Ninna nanna”; “I musicisti baresi”, “Messa da requiem”. Compilatore e notaio dello Statuto di una Cooperativa di lavoro.

CARPANO Matteo: nacque a Manfredonia il 23 novembre 1847 e morì a Roma il 31 ottobre 1952. Microbiologo e Parassitologo, suoi studi pubblicati in 112 pubblicazioni furono tradotti in varie lingue. Fu Direttore del laboratorio Batteriologico Veterinario Militare di Roma dal 1911 al 1928, l’aula di questo Laboratorio è intitolata a suo nome. Fu tra i fondatori dell’Istituto Siero-Vaccinogeno creato dal Governo italiano, collaboratore all’Opera dell’Enciclopedia Italiana “Treccani”.

PASCALE Luigi: nacque a Manfredonia il 24 giugno 1850 e vi morì il 17 giugno 1940. Notaio e storico scrisse”L’antica e la nuova Siponto”, “Le monete coniate a Manfredonia”, “Il dialetto manfredoniano”, “Un saluto alla bandiera italiana”.

FRATTAROLO Angela: nacque a Manfredonia il 1 febbraio 1877 e vi morì nel 1950. Dotata di vasta cultura letteraria e musicale, pianista, fondò l’asilo d’infanzia “Santa Maria della Stella”.

TRIVENTI Antonio: nacque a Manfredonia il 1 aprile 1899. Studiò musica con il Maestro Bellucci, al termine dei quali , fu sotto la guida del Maestro Pietro Mascagni, conseguendo il diploma di maestro Direttore di Banda e composizione. La sua attività si svolse a Roma, dove divenne maestro-direttore del complesso bandistico della città. Diresse a Roma la banda “P.Mascagni”, fu nominato Accademico “honoris causa”, divenne cittadino onorario di New York.

TONTOLI Francesco: nacque a Manfredonia, appartenente alla Congregazione dei Somaschi, uomo di spiccato ingegno, fu eletto Procuratore Generale del S. Officio di Roma, anche per gli studi profondi, infatti fu teologo, scrittore di teologia, qualificatore e consultore della Congregazione dell’Indice.
Urbano VIII nel 1683, lo nominò Vescovo di Ischia.

SASSI Cristoforo: nacque a Manfredonia, personalità forense che si fece luce intorno al 1600, fu nominato Giudice ad contractus in Troia, delle sue opere si ricorda “Ristretto della storia di Troia e sua diocesi”, che purtroppo andò perduta.

TONTOLI Giuseppe: nacque a Manfredonia da famiglia patrizia manfredoniana, divenne prelato dottissimo e fu anche valente nelle lettere e nel giure. Il Capitolo e le Autorità civili di Manfredonia lo inviarono a Roma, sotto il pontificato di Alessandro VII, in qualità di deputato generale, per una questione sorta tra il Clero di Monte S.Angelo e il Capitolo Sipontino, che egli seppe risolvere con tatto e diligenza. Nel 1663 fu Vescovo di Ruvo, morì due anni dopo la sua elezione. Lasciò il “Masaniello”, cioè discorsi narrativi sulla rivoluzione di Napoli, della quale fu spettatore; avvenimenti memorabili della Chiesa Metropolitana di Siponto e del Collegio della Chiesa di S.Agnello della diocesi sipontina, dedotti dai documenti storici archiviati nel Vaticano

TONTOLI Andrea: nacque a Manfredonia nel 1634 e morì a Vieste nel 1708. Fu un alto prelato come i suoi predecessori, raggiunse il massimo della gloria nella seconda metà del 1600. Si laureò in legge a Napoli nel 1647, sotto il pontificato di papa Alessandro VII divenne vescovo di Alessano e sotto il pontificato di Innocenzo XII, nel 1695, divenne vescovo di Vieste, dove morì.

GROSSO Tommaso: nato a Manfredonia nel 1634 e morto a Ferrara nel 1715, si distinse come medico e filosofo intorno al 1700, fra l’altro fu primo rettore di medicina a Ferrara. Dei suoi scritti quasi tutti trattati di medicina stesi in lingua latina, si ricorda: “Lectiones de morbis capitis et thoracis”, “ Quaestio an nive refrigeratum propinari debeat”; “Quaestio unica de Peste”; “ De morbis ventris infimi”; “ De natura et usu causarum corpora alerantium, quae sun aer, cibus, potus, quies, somnus, vigilia, inanitio, repletio, et animi affectiones”; “ De febribus” ecc.

FLORIO Michele, Francesco, Domenico, nato a Manfredonia nel 1680 e morto a Roma nel 1737. Fu conosciuto quale scrittore intorno al 1700, scrisse alcune notizie storiche in latino e tra queste si ricorda “ Cladis epidemiae, florentissimam neapolitanam urbem devastantis, lacrymabilis laconismus”; scrittore precoce ed intelligente.

BRENCOLA Luca: nato a Manfredonia nel 1680 e morto a Foggia nel 1741, si laureò a Napoli dove espletò la sua prima attività, fu avvocato di grido, si trasferì a Foggia dove eccelse presso il Tribunale della Regia Dogana. Scrisse “ De iurisdictione Regiae Dohanae menae pecudum Apuliae etc::” che dedicò all’imperatore Carlo VI. Al cardinale Michele Arrigo d’Althan, vicerè, dedicò un epigramma che Lorenzo Giustiniani lodò nei suoi scritti, annoverandolo tra i letterati.

SELVAGGIO Sante: nato a Manfredonia il 1714 e morto a Venezia nel 1782, fu un insigne sacerdote dotato di vasta cultura, tutta la sua vita fu impegnata nella ricerca di studi profondi e della costante pratica della virtù. A Venezia si conserva in sua memoria una lapide dov’è scritto:
D.O.M. A Dio Massimo
Io Sante Selvaggio sacerdote
Vivendo mi procaccio
Ciò di cui usufruire da morto
A 68 anni della mia età nell’anno di salute
1714.

TERRACINA Michele: nato a Manfredonia e morto a Napoli nel 1794. A soli 13 anni tradusse dal greco e dal latino il canto dantesco del “Conte Ugolino”. Fece i suoi primi studi nel collegio degli Scolopi, si laureò a Napoli in giurisprudenza e preferì la magistratura, nel 1788 fondò una famosa Accademia legale e poetica che chiamò degli “Invogliati”, dove i giovani avvocati animati dal desiderio di sfondare e prepararsi un roseo avvenire, facevano il tirocinio. Il Signorelli lo ricorda come uomo paziente e dalle molte conoscenze scientifiche, dotato di vastissima cultura anche nelle lettere, fu un buon scrittore in italiano e poeta discreto. Dei suoi manoscritti si ricordano “Commenti sul Digesto”, “Istituzioni e Pandette”. Tra le poesie “Un’ode molto garbata ed elegante a Stratone Orcomenico” ed altre in dialetto napoletano; compose un sonetto tanto apprezzato dai suoi contemporanei che fu creduto di Luigi Serio.

TERRACINA Gennaro: nato a Manfredonia il 1753 e morto a Napoli il 1828, di lui non si hanno molte notizie per quanto fosse un famoso storico manfredoniano, si sa solo che scrisse la “Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli”, opera in due volumi molto interessante, che fu pubblicata a Napoli nel 1818.

MANGANARO Antonio: nato a Manfredonia nel 1840 e morto a Napoli nel 1931, fu un grande artista definito il “fanciullo prodigio” di Manfredonia; si appassionò al disegno e alla pittura, aveva appena dieci anni che si fece già notare per i suoi dipinti, ritratti a pastello e quadri di un certo gusto. Ben presto fu mandato a Napoli presso l’Istituto delle Belle Arti, per interessamento del barone Cessa e di Diego Badarò, i quali gli assegnarono sei ducati affinchè potesse continuare i suoi studi. Dopo due anni di impegno, pervenne alle classi del nudo e di pittura in forma così brillante da meritare premi ed elogi: ben presto si affermò con lavori ispirati a scuola fiamminga, fu perseguitato dalla polizia borbonica, sia perché i suoi parenti erano stati affiliati alla Giovane Italia, sia perché egli stesso fu grande patriota e spirito amante della libertà. Fu arrestato e rilasciato con l’obbligo di allontanarsi subito da Napoli, ma preferì nascondersi presso un amico, con il quale restò per molto tempo; fu uno dei maggiori membri del Comitato segreto d’azione del 1859 e partecipò attivamente ai moti rivoluzionari del 1860. Arruolatosi volontario contro i Borboni, si distinse per valore ed audacia, ferito gravemente ad una gamba, ebbe per questo una medaglia al valore; fece parte dei Garibaldini e con Garibaldi partecipò a molte azioni di guerra. Ritornò nel 1861 e poiché aveva spiccate attitudini per l’umorismo, fu assunto come caporedattore caricaturista dal famoso Alessandroni, direttore del giornale de l”’Arca di Noè”, passò alla direzione di un nuovo e più autorevole giornale “Diluvio Universale”. Formò con altri il trinomio dei più celebri caricaturisti del tempo, nel 1885 ottenne, tramite un concorso, la cattedra di disegno nella scuola tecnica “Giambattista della Porta” di Napoli. A sessant’anni la fortuna gli voltò le spalle, perse a poca distanza l’uno dall’altro i due figli Alberto ed Attilio, anch’essi bene avviati sulla via dell’arte, queste gravi perdite lo accasciarono fino alla morte.

GIORDANI Francesco Paolo: nato a Manfredonia nel 1863 e morto a Firenze nel 1939; fu pronipote di Giantommaso Giordani, frequentò il liceo classico a Foggia, si laureò in giurisprudenza a Siena, dove ottenne dodici borse di studio del Monte dei Paschi di Siena, la sua tesi fu sulla “Delinquenza minorile”. Si mise in luce in giovane età, a ventitrè anni si fece apprezzare per alcune novelle e numerosi articoli critico-letterari e dissertazioni giuridiche, fu avvocato patrocinante a Firenze e pretore nella causa in cui fu imputato Gabriele D’Annunzio. Scrisse apprezabili versi che furono pubblicati da alcuni periodici di Taranto, Cerignola, Siena, Arezzo, Ancona; scrisse un opuscolo “L’Omero Garganico” contenente una lettera dal titolo “Illustre dimenticato”, diretta al Sindaco di Manfredonia invitandolo e ricordare la grande figura di Giantommaso Giordani, tra i suoi scritti inediti ha particolare importanza una conferenza sulla “ Educazione Fisica in Italia” tenuta per incarico dell’associazione “Podistica Sienese”.

CAPPARELLI Vincenzo: nato e morto a Manfreodnia 1853-1923, amò molto le arti e frequentò la Scuola delle Belle Arti di Napoli, dove salì presto alla celebrità con quadri apprezzabili specialmente di paesaggi. Ricoprì a Manfredonia la carica di primo cittadino e si adoperò per renderla pù apprezzabile, si devono a lui i giardini pubblici e la luce elettrica.